|
|
|
RADIO E TV LOCALI, LA BATTAGLIA ARRIVA AL GOVERNO. |
|
22 luglio 2026 |
| Il 30 luglio incontro a Roma con il sottosegretario Alberto Barachini. Il Coordinamento nazionale,dei CORECOM, rilancia le proposte sollecitate dal Corecom Calabria Dalle parole ai fatti. Dopo l’intervento - del presidente del Corecom Calabria Fulvio Scarpino -al RadioTv Forum di Aeranti-Corallo, il futuro delle radio e delle televisioni locali arriva direttamente sul tavolo del Governo. Il prossimo 30 luglio, a Roma, la Coordinatrice nazionale dei Corecom Carola Barbato e il Vice Coordinatore , nonché presidente del Corecom Calabria, Fulvio Scarpino, incontreranno il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini. L’incontro rappresenta il risultato di un’azione istituzionale promossa dal Coordinamento nazionale dei Corecom e fortemente sollecitata dal Corecom Calabria, composto da Fulvio Scarpino, Mario Mazza e Pasquale Petrolo. Al centro del confronto vi sarà anzitutto la rappresentanza delle emittenti locali nella Giuria delle Radio del Festival di Sanremo. La richiesta è chiara: le radio territoriali non possono essere considerate una presenza marginale o selezionate attraverso meccanismi lontani dalle realtà regionali. I Corecom conoscono direttamente il sistema radiofonico locale e possono contribuire a garantire criteri trasparenti, equilibrati e realmente rappresentativi. Ma il confronto del 30 luglio andrà oltre Sanremo. Il Coordinamento nazionale dei Corecom intende riaprire con forza, anche su sollecitazione del Corecom Calabria, il dossier dei contributi destinati alle emittenti radiofoniche e televisive locali. Non si tratta di una rivendicazione burocratica. È una battaglia per il pluralismo, per il lavoro e per il diritto dei territori a essere raccontati. Le emittenti locali entrano ogni giorno nelle comunità. Raccontano i piccoli comuni, le periferie, le emergenze, la cultura, il disagio sociale e le storie che raramente raggiungono i grandi circuiti nazionali. Sono presenti quando un territorio soffre, quando una strada viene isolata, quando un’alluvione colpisce, quando una famiglia cerca informazioni o quando una comunità rischia di rimanere senza voce. «I territori non possono continuare a essere semplici destinatari di decisioni assunte esclusivamente a livello centrale», afferma Scarpino. «I contributi pubblici non possono essere valutati soltanto attraverso bilanci, numeri e documenti. Occorre conoscere il servizio realmente svolto, il radicamento territoriale, l’informazione prodotta e il valore democratico di ogni emittente». La proposta non è quella di trasferire ai Corecom la gestione delle risorse. L’obiettivo è riconoscere loro una funzione istruttoria e consultiva, all’interno di criteri nazionali uniformi, capace di portare nei procedimenti la conoscenza concreta dei territori. Una radio locale non è soltanto una frequenza. Una televisione locale non è soltanto un’impresa. Sono lavoro giornalistico, memoria collettiva, identità, prossimità e libertà d’informazione. Il Corecom Calabria ha sollecitato l’apertura di questa battaglia. Ora il Coordinamento nazionale, con Carola Barbato e Fulvio Scarpino, intende trasformarla in una proposta comune per tutte le regioni italiane. L’incontro con Barachini segna quindi un passaggio politico preciso: il futuro dell’emittenza locale torna al centro dell’agenda istituzionale. «Non chiediamo privilegi», concludono all'unisono Scarpino, Mazza e Petrolo. «Chiediamo che l’Italia non spenga le proprie voci locali. Perché quando chiude una radio o una televisione territoriale non scompare soltanto un’impresa: si spegne un pezzo di democrazia». ![]() |